July 29, 2026
Zali, l’ora della verità
“Picchiala, l’ho fatto anche io”. Grondanti di violenza, le parole di Claudio Zali hanno tramortito il mondo politico ticinese. Audio registrati senza il consenso del Consigliere di Stato ma che lo stesso Zali finora non ha smentito. Propositi a cui vanno aggiunti altri due casi scottanti a carico del ministro legista: l’inchiesta aperta nei suoi confronti per abuso d’ufficio e tentata coazione, per la questione del 14enne detenuto alla Farera, e l’email in cui lo stesso Zali esortava l’EOC, con parole tutt’altro che edificanti, ad assumere una sua conoscente. Tre casi e un terremoto politico, che ha travolto in primo luogo il ministro e ex giudice, ma che ha investito di fatto tutto il mondo politico ticinese, a cominciare dal Consiglio di Stato. C’è chi chiede le dimissioni immediate del ministro, chi la rinuncia ad una sua candidatura in vista delle elezioni cantonali della primavera 2027, e chi chiama in causa anche altri nomi di spicco, coinvolti, con modalità e imbarazzi diversi, in quello che ormai viene chiamato il “caso Zali”. Con la Lega che deve in qualche modo trovare una via d’uscita, mentre il Mattino ha già scaricato il ministro, diventato ormai una zavorra troppo ingombrante.Il caso Zali, gli interrogativi che solleva e una politica ticinese alle prese con quella che è a tutti gli effetti una delle crisi istituzionali più gravi della sua storia. Ne parleremo con:Alessandro Speziali, presidente del PLRFabrizio Sirica, co-presidente del PSGiorgio Fonio, vice-presidente del Centro e consigliere nazionale
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